BLOG Parafrasando Ercole Patti è veramente un bellissimo novembre per chi ama la lettura. Già nelle prime due settimane sono usciti libri straordinari, e sono numerose le meravigliose penne – quali Scotti, Ereditato, Eve Ensler, Murakami, Angelou, Zardi, Simonelli, Mancuso, Gil, Geraci, Rennani, Valeria Trabattoni – anche per le due settimane che chiudono il mese
Già nella precedente “puntata” di “Massimo volume”, pubblicata due settimane fa, avevo annunciato che novembre sarebbe stato un gran mese per le uscite librarie sia di autori contemporanei, sia di classici riproposti con nuove edizioni. Forse il periodo più importante mai realizzato ad oggi dal nostro blog, grazie alle pubblicazioni di case editrici indipendenti. Bastano pochi nomi per dare il via alle danze letterarie che consigliamo per le due settimane a seguire: in copertina il regista Rai Paolo Restuccia, il quale torna nuovamente nella collana Sidekar di Arkadia con “Il sorriso di chi ha vinto“, nuovo romanzo che ha bruciato le tappe di prenotazione nei bookstore on line e fisici; in controcopertina un altra penna eccellente, quella di Alessio Rega autore di “La tela di Svevo” pubblicato da Les Flaneurs Edizioni. Arkadia pubblica anche “Babbo di Pinocchio” di Paolo Ciampi mentre Les Flaneurs pubblica “L’ultimo treno da Kiev“ della magistrale Stefania Nardini. Tra i classici, Gammarò/Oltre Edizioni piazza il grande colpo con Guido Gozzano e il suo “…ma lasciatemi sognare!” curato da Maria Teresa Caprile; lo stesso vale per Graphe.it edizioni che pubblica “Sommamente invitante è la tastiera“ di Giorgio Manganelli.
Già in libreria
Guido Gozzano “… ma lasciatemi sognare!” a cura di Maria Teresa Caprile, Gammarò/Oltre edizioni
Con Guido Gozzano comincia all’inizio del Novecento una stagione del tutto nuova per la poesia italiana, non più scritta da nobili chiusi nelle loro biblioteche come Leopardi e Manzoni o da professori eruditi come Carducci e Pascoli e neppure da uomini di mondo in cerca di successo come d’Annunzio. No, Gozzano è un ragazzo di famiglia della buona borghesia che ama la lettura condotta da autodidatta, e che cerca nella scrittura di esprimere i suoi stati d’animo: spesso combattuti tra il desiderio della vita semplice in una natura ancora non intaccata dagli uomini e la sua insoddisfacente condizione intellettuale; e per uscire da questo perdurante malessere, ravvivato da un tono ironico fino ad allora quasi assente dalla letteratura italiana, non rimane che la fuga nel mondo dei sogni, raccontati con parole e immagini chiare e coinvolgenti. Nella sua breve vita, Gozzano (1883-1916) ha pubblicato solo due raccolte complete di poesie: La via del rifugio (1907) e I colloqui (1911) che qui ora presentiamo affidate alle cure di Maria Teresa Caprile, con un saggio introduttivo di Vincenzo Gueglio e una presentazione di Francesco De Nicola, che precisa le caratteristiche di questa edizione, ricca di note su personaggi, situazioni storiche e vocaboli oggi non più in uso, ma del tutto priva, tranne qualche breve osservazione alla conclusione di ciascun testo, di interpretazione o classificazione delle poesie di Gozzano che ciascun lettore, come ci sembra indiscutibile, valuterà secondo la sua sensibilità e formazione.
Stefano Mancuso, Fitopolis, la città vivente, Laterza
Da specie generalista capace di vivere dovunque, nell’arco di poche generazioni abbiamo subìto una trasformazione e ci siamo ridotti a vivere in una sola e specifica nicchia ecologica: la città. Una rivoluzione paragonabile soltanto alla transizione da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori avvenuta 12.000 anni fa. Questo mutamento, da un punto di vista della reperibilità delle risorse, è di certo vantaggioso. Ma è altresì pericoloso: la specializzazione di una specie è efficace soltanto in un ambiente stabile. In condizioni ambientali mutevoli diventa pericolosa. La vita in città presuppone un flusso continuo ed esponenzialmente crescente di risorse e di energia, che però non sono illimitate. A ciò si aggiunge la crisi climatica che può cambiare l’ambiente delle nostre città in modo netto, oltre che a mettere in pericolo la nostra stessa sopravvivenza. Ecco perché è diventato fondamentale riportare la natura nel nostro habitat. Le città del futuro dovranno trasformarsi in fitopolis.
Le uscite di mercoledì 15 novembre
Giorgio Manganelli, Sommamente invitante è la tastiera, Graphe.it edizioni
Fra le quarte di copertina d’autore che disseminano la storia editoriale italiana, quelle di Giorgio Manganelli si possono considerare un piccolo tesoro unico nel genere. Manganelli scrive le quarte a modo suo. Sta proprio qui il valore (e il gusto) di questa raccolta, materiale per bibliofili, lettori esigenti e per chiunque trovi un’intima soddisfazione incontrando una pagina letterariamente perfetta e umanamente complessa, come fu il suo autore.
«Le quarte di copertina di Manganelli, funamboliche aggiunte ai suoi testi, sono quei preziosi marchi, timbri, segnali e segni che rendono i suoi libri inimitabili e unici»: scrive così Lietta Manganelli nella nota di lettura che accompagna la presente raccolta. Per favorire, quindi, la conoscenza di tali «preziosi marchi, timbri, segnali e segni» nasce questo libro, di cui una prima versione era uscita nel 2019 per i tipi di Aragno con il titolo di Quarte di nobiltà. In questa nuova edizione sono presenti più testi del Manga (sia quelli scritti per i suoi libri che le quarte vergate per altri), sono state riviste e aggiornate tutte le note bibliografiche e inseriti degli indici (a cura di Massimiliano Pagani). Quasi a voler sottolineare le emozioni che si provano ad avere tra le mani il proprio libro, abbiamo arricchito il testo con un breve percorso iconografico. […] Forse da qualche parte Giorgio Manganelli starà commentando con un suo classico «sgrunt!» questa iniziativa, ma a noi piace pensare che colui che «seppe – più di ogni altro – nobilitare la quarta», per citare la prefazione di Luigi Mascheroni, sia lieto di questo nostro omaggio. Del resto, anche per noi, sommamente invitante è la tastiera. (dalla Nota dell’editore al libro)
Marco Simonelli, Bestiario, Industria & Letteratura
In “Bestiario” di Marco Simonelli gli animali giocano a travestirsi fino ad assomigliare agli esseri umani. Una carrellata di ibridi, uno studio sulle dinamiche sociali (e sul loro fallimento) nel rispetto (nel tradimento) dei bestiari medioevali: in versi rigorosi e feroci, con un’attenzione laica e profana alla realtà.
Paolo Zardi, La meccanica dei corpi, Neo
Cosa regola i nostri corpi? Le spinte, le attrazioni e le prevaricazioni esercitate tra questi ultimi? In La meccanica dei corpi, Paolo Zardi racconta queste forze. Una ragazza lavora nella grande città, decisa a smarcarsi dalle origini di provincia. Un uomo che ha tutto ma gli manca comunque qualcosa. Un vecchio prossimo alla morte riceve la visita di fantasmi del passato, e anche fax in bianco e telefonate di nessuno. Una donna assiste alla trasformazione di suo marito in un estraneo. Due amici, durante una cena casalinga, attraversano il tempo.
Maya Angelou, Lei che mi ha liberata, Le plurali
Maya Angelou, tra le più importanti autrici afroamericane e venuta a mancare nel 2014, arriva finalmente nelle librerie italiane con Lei che mi ha liberata, un romanzo autobiografico, in cui viene narrata la vita dell’autrice attraverso il rapporto con la madre. Sullo sfondo, gli Stati Uniti del Ku klux klan, del proibizionismo e delle lotte per i diritti civili degli afroamericani.
Le uscite di giovedì 16 novembre
Ryü Murakami, Audition, Atmosphere libri
Su insistenza del figlio Shigehiko, Aoyama, quarantaduenne regista e produttore di documentari che ha perso la moglie dopo una grave malattia, decide di risposarsi. Accetta perciò di organizzare, con la collaborazione dell’amico Yoshikawa, una falsa audizione per trovare la compagna ideale. Finisce per innamorarsi della ventiquattrenne ex ballerina Asami, travagliata da un’infanzia infelice, per la quale sviluppa un’ossessione. La sua scelta, apparentemente perfetta, segnerà l’inizio della sua sofferenza. Dal romanzo è stato tratto l’omonimo film cult di Miike Takashi.
Le uscite di venerdì 17 novembre
Libro copertina, Il sorriso di chi ha vinto di Paolo Restuccia, Arkadia
Che fine hanno fatto Daria Gentile e Carla Ferrara, due ragazze giovanissime scomparse senza un motivo plausibile nel centro di Roma? E il giovane attore Casemiro Rosco è morto per un abuso di droghe oppure è stato ucciso? E che ci fa la tonaca di un sacerdote cattolico nel suo appartamento? È coinvolto forse uno dei preti della Chiesa della Perfezione di tutti i Santi? Magari proprio il maestro che dirige una scuola di musica e un coro di giovani? A questi interrogativi cercano di rispondere la filmaker Greta Scacchi e Tommaso Del Re, un dirigente di polizia sospeso dall’incarico che collabora con il canale televisivo Crime Net. Mentre l’indagine va avanti, un uomo sta allestendo una cappella in cui presto si consumerà qualcosa di indicibile e, sullo sfondo degli eventi, ritorna protagonista l’azienda farmaceutica Biolab. Nel nuovo romanzo di Paolo Restuccia convergono tutti gli elementi per un thriller ricchissimo di colpi di scena e incalzante come le sequenze di un film.
V (Eve Ensler), Io sono un’esplosione. Una vita di lotta e di speranza, il Saggiatore
Io sono un’esplosione è il viaggio di un’attivista attraverso le ferite del nostro tempo, con l’obiettivo di ritrovare una connessione, come individui, a un più alto obiettivo comune. Nel corso della sua quarantennale esperienza di lotta, V (il nome che Eve Ensler si è attribuita dopo aver abbandonato quello del padre violento), si è occupata dei temi più diversi: dalle molestie e gli abusi degli uomini sulle donne, vissuti in prima persona, alle tragedie dell’AIDS e del Covid-19, fino al cambiamento climatico e alla vittoria di Trump in America. In tutti questi casi, la sfera pubblica si intreccia indissolubilmente con quella privata; ecco perché i suoi racconti prendono spesso le mosse da storie personali: la sua di figlia abusata, quella di altre donne violentate durante i conflitti per le risorse minerarie della Repubblica democratica del Congo, quelle di chi ha perso il lavoro durante la pandemia oppure di coloro che hanno contribuito a far cadere il muro di Berlino. In questo incessante movimento dall’io al noi, Io sono un’esplosione prende la forma di una raccolta di prose, poesie, sogni, lettere e piccoli saggi: le mille forme in cui lo sguardo critico di V si è posato sul mondo, eviscerando e mettendo sotto analisi le sue storture.
In modo intimo e introspettivo, ma allo stesso tempo coraggioso e risoluto, questo libro insegna a creare una spinta irrefrenabile al cambiamento, ad amare e a sopravvivere all’amore, a fare i conti con i propri demoni e riprendere possesso del proprio corpo. Perché se riconosciamo che il male e il dolore personale sono collegati, lottare per qualcosa diventa un modo per curare le ferite più profonde e riscoprirsi liberi.
Antonio Ereditato, Lettera agli scienziati del futuro, il Saggiatore
Di cosa si occuperà la scienza domani? Come cambierà il modo di condurre esperimenti e ricerche? Che caratteristiche dovrà avere chi si occuperà del sapere in futuro? Antonio Ereditato, uno dei più importanti fisici italiani, scrive una lettera sulla scienza del futuro, per capire quali saranno le scoperte di domani, e i dilemmi etici che affronteremo. Ereditato racconta cosa potremmo trovare guardando al centro delle galassie, avvicinandoci alla velocità della luce, decodificando con precisione i segreti del dna; che impatto avranno le intelligenze artificiali e le nuove tecnologie; e come dovranno essere le scienziate e gli scienziati del futuro: curiosi, intraprendenti, coraggiosi e un po’ folli. Raccontando anche la sua esperienza al CERN e la storia del laboratorio, Ereditato traccia una strada per la scienza di domani, e anticipa quello che scopriremo.
Stefania Nardini, L’ultimo treno da Kiev, Les Flaneurs
Irina è una “badante” ucraina ex professoressa di Lettere. Una tra le migliaia di donne costrette a emigrare per sopravvivere alla fame. Siamo negli anni di Kučma, tra il 1992 e il 2005, prima della “rivoluzione arancione” e il suo paese è allo sbando: quasi nessuno percepisce uno stipendio. La corruzione dilaga a tutti i livelli. Madre di una figlia a cui vorrebbe donare un futuro diverso, per procurarsi un passaporto e un viaggio in Italia, dovrà passare attraverso un perverso sistema in cui a farla da padrone sono le mafie. Le hanno promesso un lavoro da domestica. Ma non ha scelta. È il prezzo da pagare dopo il crollo del Muro di Berlino, quando l’Ucraina del post comunismo diviene una “terra di nessuno” e un Eldorado per il capitalismo selvaggio. Irina arriverà da clandestina, in un’Italia dove quelle come lei sono un supporto indispensabile per molte famiglie. Sarà l’inizio di un viaggio anche dentro sé stessa. E l’incontro con Rosa, giornalista femminista e sua datrice di lavoro, la metterà di fronte a un mondo sconosciuto che la storia le ha omesso. La sua rigidità sovietica sopravviverà all’urto con la cultura occidentale? Assorbirà da Rosa, i principi di emancipazione e autodeterminazione? Chi sceglierà di diventare infine Irina: una madre della patria, come voleva la dittatura, o una figlia della libertà? Una storia di ordinaria umanità, che si snoda attraverso l’Europa per scavalcare le frontiere delle nostre sicurezze. Un romanzo sorprendente, a tratti crudo e a tratti struggente, che si rivela uno strumento utile per leggere il dramma di un paese la cui tragedia è sotto i nostri occhi.
Francesca Scotti, Scintille, effequ
ÈCapodanno. Lea, Stefano, Rebecca, Giulia, Flavio e Aya sono riva all’acqua. Hanno tutti tredici anni e non sanno nulla del loro futuro. Il primo giorno dell’anno va avanti lento in mezzo a sfide da adulti e giochi da bambini, in quella terra di mezzo che è la preadolescenza. Ogni protagonista divide con gli altri una scintilla di Elettra, e la più Elettra di tutte è la misteriosa Aya, preziosa e perfetta bambolina che va sempre tenuta per mano e che non parla quasi mai. Tra piccoli e grandi conflitti questo terzo episodio è come la scintilla di una stella filante a Capodanno, un momento prima di spegnersi.
Carlo D’Amicis, Il grande cacciatore (e altre violenze), TerraRossa
Quanto misura la distanza che divide l’umano dal disumano, il tragico dal comico, la generosità dall’egoismo? Secondo le due protagoniste di questo beffardo racconto di Carlo D’Amicis la distanza è minima, come quella che c’è tra i rispettivi appartamenti: un’infermiera vocata al soccorso, apparentemente ingenua, e una ex playmate, apparentemente smaliziata, si contendono il pianerottolo, i ruoli di vittima e carnefice e un fidanzato ossessionato dagli alieni e dalla caccia. Fino a quando tra di loro irrompe la semplicità di un cane, a mostrare la voragine che si è aperta tra la natura e i contorti sistemi usati dagli umani per sentirsi amati e un po’ meno soli.
Le uscite di martedì 21 novembre
Officina Saggiatore, Piccolo manuale illustrato per cercatori di font, il Saggiatore
Calibri o Helvetica? Times New Roman o Garamond? Come e perché scegliere una font rispetto a un’altra? Come sono state creati e qual è la loro storia culturale che si intreccia con i marchi, i loghi, le pubblicità iconiche e gli utilizzi più comuni? Un piccolo manuale, accompagnato dalle illustrazioni di Giacomo Agnello Modica, ricco di curiosità e informazioni che soddisferanno i cercatori più esigenti, gli appassionati e tutti i curiosi. Perché chiunque prima o poi si è trovato o si troverà di fronte a una scelta… di carattere!
Paul Auster, Baumgartner, Einaudi
Tutta l’esistenza di Seymour Baumgartner è stata definita dall’amore provato per la moglie Anna. Ma ora Anna non c’è più e Baumgartner si addentra nei settant’anni tentando in qualche modo di vivere senza di lei. Dopo un romanzo-mondo come 4321, Paul Auster torna in libreria con un libro apparentemente lineare e racconta la vita di un uomo alla fine dei suoi giorni che si interroga sulle cose essenziali.
Le uscite di mercoledì 22 novembre
Maria A. Geraci, Comprendere il mondo dei bambini giocando, Armando
Questo libro è una guida pratica, diretta e utile per aiutare i genitori a comprendere i momenti di difficoltà dei bambini e aiutarli a superarli con gli strumenti e l’approccio giusto. Nella società di oggi, sempre più spesso i genitori, presi dalla frenesia della vita, dalla corsa alla carriera e da obiettivi da raggiungere, in breve tempo hanno difficoltà nel comprendere i propri bambini, nel dedicargli del tempo ed entrare nel loro mondo. Esiste la possibilità di rallentare e di ritagliarsi tempo prezioso con i propri figli? Sì, attraverso il gioco! Questo è il modo più naturale per entrare in relazione con i bambini, comunicare con loro ed essere presenti come genitori. Comprendere e ascoltare i bisogni dei propri figli sono aspetti fondamentali, che possono esprimersi sia durante i momenti di gioco sia nella vita di tutti i giorni. È fondamentale, quando un bambino manifesta comportamenti preoccupanti, collegare il problema attuale con altri aspetti della sua crescita, o meglio storia, che potrebbero spiegare le cause e aiutare a costruire una soluzione. Ecco che, da semplice manifestazione ludica, il gioco può trasformarsi in terapia. Il gioco, così, diventa uno strumento efficace per conoscere i vissuti del bambino, per esplorare i pensieri e i sentimenti e per apprendere comportamenti più adattivi. Per giocare, quindi, è necessario, anzi indispensabile, avere consapevolezza delle proprie competenze e abilità genitoriali e vivere il gioco come piacere condiviso. Il coinvolgimento dei genitori nel percorso è fondamentale ed è finalizzato ad apprendere nuove modalità comportamentali e comunicative attraverso l’uso di strategie che accompagneranno il bambino al superamento delle difficoltà e al mantenimento dei risultati nel tempo.
«Da mamma, oltre che terapeuta, rispondo che bisogna imparare a fare il “lavoro più difficile al mondo” per non cadere nella trappola di pensare che i bambini crescano da soli. La play therapy cognitivo-comportamentale coinvolge il bambino nella terapia attraverso il gioco. In questo modo il bambino è un partecipante attivo e i problemi della resistenza e del mancato coinvolgimento possono essere affrontati più facilmente».
Carlos Gil, La fine del marketing. Umanizzare il vostro marchio nell’era dei social media, Armando
In una società post-pandemica, come possono i marchi adattarsi alla nuova era del marketing senza alienare i loro clienti? Come possono le aziende rimanere rilevanti in un’epoca in cui un influencer di TikTok ha più impatto di un’azienda da miliardi di dollari? La risposta è essere umani. Nell’eco sistema digitale frammentato e rumoroso di oggi, molte persone apprezzano il valore di un marketing autentico e di una comunità coinvolta piuttosto che il numero di “mi piace” su un post o le offerte del loro marchio preferito. La fine del marketing rivoluziona il mono in cui i marchi, le agenzie e i marketer dovrebbero affrontare i consumatori di oggi avvalendosi di esempi che coinvolgono celebrità come DJ Khaled, Kim Kardashian, Ja Rule e Kany e West, e organizzazioni come Marriott, Wendy, Airbnb e Zoom. Il libro di Gil si presenta come un manuale pratico e snello per chiunque voglia avvicinarsi a un nuovo modo di promuovere il proprio marchio.
Il libro si impegna nell’illustrare, con esempi e casi di studio, un marketing diverso, vicino ai tempi correnti, non più “verso qualcuno”, bensì “attraverso qualcuno”. Da questo punto di vista, sì: possiamo dire che il marketing, per come lo conosciamo, “è morto”. La strategia promozionale che si basa sul bombardamento pubblicitario ai danni del potenziale cliente non basta più a garantire il successo di un marchio, per quanto agguerrito.
Le uscite di giovedì 23 novembre
Valeria Trabattoni, I FiL Food. Il mondo nel piatto, Mursia
“I FiL Food” è un invito a esplorare con curiosità, gentilezza e coraggio il tuo “io” per scoprire la ricchezza di un universo in continuo divenire. Ed è la possibilità di usare la relazione con il cibo per accedere a questo mondo
Il cibo è solo cibo. O forse no. Cosa c’è sul piatto quando mangiamo pur essendo sazi? O quando cerchiamo nel cibo ciò che questo non può darci? Cosa si cela dietro la riluttanza a lasciare un boccone nel piatto? La nostra relazione con il cibo rivela molto di ciò che siamo: le nostre credenze più radicate, l’attitudine verso la vita, ciò che inconsciamente crediamo di meritare. Tutto il nostro mondo è lì, dentro al piatto in cui mangiamo. La pratica del mindful eating ci guida alla riscoperta dei sapori e ci invita a tornare a vivere con serenità e gioia il rapporto con il cibo e con noi stessi. Proposto con un linguaggio semplice e con parole che si rivolgono direttamente all’anima del lettore, questo saggio è un intreccio di filosofia, cucina e spiritualità.
Fabio Rennani, Appuntamento ignoto. Una indagine per Innocenti, Mursia
«Adele ha sempre odiato dover dipendere da eventi che non può controllare. Vediamoci alle dieci, nel piazzale dentro il parco. È il messaggio arrivato stamattina. Non ha risposto subito, ma poi ha deciso di seguire la follia da cui è stata pervasa in quest’ultimo periodo»
Adele Conti è una donna bella, intraprendente e risoluta, manager di successo di una grande azienda romana. Ha però un segreto, anzi, più di uno. E, quando il suo cadavere viene ritrovato nel parco vicino a casa in una piovosa notte di novembre, la ricerca del suo assassino scoperchia il pozzo nero di bugie, inganni e tradimenti che hanno accompagnato gli ultimi mesi della sua vita. Chi era davvero Adele Conti? In una Roma autunnale splendida e violenta, le indagini dell’ispettore Claudio Innocenti e della criminologa Patrizia Valle si articolano tra false piste e improvvise rivelazioni che coinvolgono a vario titolo tutti i protagonisti della storia, ognuno dei quali ha nell’armadio piccoli o grandi scheletri che Adele aveva scoperto prima di essere uccisa.
Le uscite di venerdì 24 novembre
Libro controcopertina, La tela di Svevo di Alessio Rega, Les Flaneurs
Svevo ha settantatré anni e vive nel suo buen retiro a Molfetta, in Puglia: qui si dedica alla pittura, anche se è costretto ad accontentarsi di commissioni di arte sacra che provengono da politicanti che disprezza. In occasione della presentazione della sua nuova Madonna, Svevo incontra per la prima volta dal vivo Anna, talentuosa giovane arpista utilizzata come modella inconsapevole per il suo quadro. Nei dodici mesi in cui si frequentano, Svevo si lascia sconvolgere dalla freschezza e dall’ambizione della ragazza, dando il via a un viaggio sentimentale fra l’Italia e la Corsica (dove i due andranno alla ricerca del figlio di Svevo, da lui mai conosciuto e riconosciuto), che costringerà entrambi a guardarsi dentro guardando nell’altro.
Cosa sceglierà Svevo quando si renderà conto di essere d’ostacolo alle ambizioni di Anna, e di aver ricoperto la sua giovane esistenza di un velo di malinconia? E Anna sarà all’altezza di raccogliere la lezione del suo troppo amato maestro, dedicandosi all’anticonformismo e alla ricerca della libertà?
Filippo Morelli e Cesare Paris, Filmaccia. Cento film italiani da evitare dal 2000 ad oggi, Bibliotheka
L’irriverente catalogo firmato dai critici Filippo Morelli e Cesare Paris punta nomi quali: Dario Argento, Walter Veltroni, Luciano Ligabue, Roberto Benigni, Ferzan Özpetek, Leonardo Pieraccioni, Silvio Muccino e Mario Martone
Dal 2000 a oggi il cinema italiano ha prodotto un’infinità di pessimi film. Non solo pellicole trash e imbarazzanti pastrocchi, ma anche opere spesso incensate dalla critica o idolatrate dal pubblico, che, a un esame più attento e a una lettura più analitica, rivelano crepe strutturali evidenti e profondissime. Di questi “capolavori al contrario” i critici cinematografici Filippo Morelli e Cesare Paris hanno fatto un attento esame selezionandone cento. È nato così “Filmacci. Cento film italiani da evitare dal 2000 a oggi”, in libreria dal 24 novembre per le edizioni Bibliotheka (360 pagine, 18 euro, versione ebook a 4,99).
È una parte cospicua, anche se non esaustiva, della peggio gioventù della nostra settima arte. Un viaggio trasversale in un oceano di bruttezza che ha cercato di non tralasciare nulla, per quanto possibile: film che non sono stati visti nemmeno da chi li ha girati accanto a cinepanettoni in totale disarmo; esordi di autori oggi considerati maestri a braccetto con stanche parabole comiche di registi con pochi argomenti. E, ancora, pellicole indipendenti e lacrima movie, horror senza capo né coda, le grottesche maschere divenute – senza motivo – star del tubo catodico e spinte a forza nel grande schermo.
Per questo Morelli e Paris non risparmiano nessuno e tra le pellicole messe sotto esame ci sono anche opere firmate da Dario Argento e Walter Veltroni, Luciano Ligabue e Roberto Benigni, Ferzan Özpetek e Leonardo Pieraccioni, Silvio Muccino e Mario Martone. Senza dimenticare Ezio Greggio, Christian De Sica, Sergio Castellitto, i fratelli Vanzina, Neri Parenti, Roberta Torre, Alessandro Siani, Asia Argento, Federico Moccia, Paolo Genovese, Jerry Calà e Fabio de Luigi.
“Per entrare in questo libro non basta essere un brutto film – scrivono gli autori -. C’è bisogno di una spinta in più che trasformi il semplice disprezzo in ammirazione sgomenta. Bisogna essere sublimi”.
Riley Black, Gli ultimi giorni dei dinosauri. Come un asteroide ha dato inizio al nostro mondo, il Saggiatore
Era un giorno come tutti gli altri, 66 milioni di anni fa, quando la vita organica sulla Terra cambiò per sempre. Un mondo rigoglioso e colorato, ricco di biodiversità e affascinante complessità fu spazzato via, in parte immediata- mente, in parte nei giorni successivi. Questa è la storia di quel momento: Riley Black racconta gli ultimi giorni di vita dei dinosauri prima dello schianto del celeberrimo asteroide e prima dell’estinzione di massa, e ricostruisce tutti gli eventi che l’hanno seguita: scopriamo cos’è successo la pri- ma ora, il primo giorno, il primo mese, il primo anno dopo l’impatto, e come la vita è riuscita a rinascere dalla distruzione totale. La grande forza del libro sta nel passo narrativo che l’autrice dà a un resoconto scientifico accurato e preciso, ma anche incalzante e avvincente, che ci consente di immergerci nei boschi, pianure e foreste del Cetaceo, ma che arriva fino ai giorni nostri e ai modi in cui quel catastrofico evento preistorico influisce ancora sull’organizzazione dei nostri ecosistemi.
Lettere d’amore, Carteggi di scrittori del Novecento, il Saggiatore
L’amore non ha bisogno di parole, eppure non esisterebbe- senza le parole: parole sussurrate o gridate, parole che rivelano il sentimento o che faticosamente lo celano, parole trepidanti, parole arrabbiate, parole estatiche, parole tradite, parole fredde, parole infuocate. Parole che spesso devo no raggiungere chi è lontano e che per secoli sono state affidate a missive, cartoline e telegrammi; a fogli di carta stropicciati e consumati, piegati e strappati.
Quest’opera raccoglie le Lettere d’amore che diciotto scrittrici e scrittori del Novecento hanno inviato da ogni angolo del mondo. Dalla solennità della prosa di Gabriele D’An- nunzio all’enfasi di Salvatore Quasimodo, dal sentimentalismo di Erich Maria Remarque alle associazioni inconsuete di Franz Kafka, dalle reticenze di Colette all’erotismo di James Joyce, fino al calore di Edith Wharton, queste epistole raccontano un lato privato e inconfessabile del loro mondo e della loro personalità. Nei turbamenti e nelle incertezze li scopriamo così fragili, esposti, contraddittori, impulsivi, ridicoli nell’amore esattamente come lo siamo noi, come noi trascinati da forze che, a differenza di quando compongono le loro poesie e i loro romanzi, non possono e non sanno controllare.
Scrive nella prefazione Massimo Onofri che «quello dell’amore è un discorso impossibile: non può essere analizzato, ma solo enunciato». E in effetti questa raccolta è soprattutto il tentativo di rispondere, attraverso i palpiti dei grandi autori, alla domanda che ha accompagnato l’essere umano sin dall’inizio della sua storia: è possibile, sarà mai possibile, spiegare l’amore a parole?
Daniel Arasse, Il dettaglio. La pittura vista da vicino, il Saggiatore
Apartire dal Rinascimento e fino agli ultimi decenni del XIX secolo l’opera pittorica è stata concepita per essere guardata a distanza: il pittore deve seguire una precisa economia del dettaglio, mentre l’osservatore è tenuto a rispettare il punto di distanza ragionevole dal quale apprezzare la bellezza e l’armonia della composizione. Daniel Arasse, smontando il principio della distanza classica, dimostra che nell’ordine generale di ogni quadro s’annidano dettagli che sfuggono a quest’ordine fino ad annullarlo. Il libro, qui in una nuova edizione prestigiosa che ne valorizza la ricchezza delle immagini, permette di vedere per la prima volta molti capolavori a tutti noti, e da tutti ripetutamente visti, a una distanza ravvicinata. Improvvisamente, attraverso un dettaglio, spunta una nota ironica o un’allusione erotica in un dipinto d’argomento sacro; affiora la critica politica o la testimonianza umana ed esistenziale in un quadro apparentemente convenzionale; o, ancora mediante l’uso del dettaglio, il pittore può rivelare le sue più autentiche scelte stilistiche. Gli elementi segreti che si colgono solo se si guarda da vicino, le piccole parti che suscitano stupore, deviando dalla lettura generale del quadro e mettendo in discussione le teorie consolidate degli storici dell’arte, sono spesso quelle parti che incuriosiscono e incantano l’osservatore costituendo le vere occasioni di godimento della pittura.
Paolo Ciampi, Il babbo di Pinocchio, Arkadia
Èla notte di San Lorenzo, una notte di festa nel cuore della torrida estate fiorentina, la città come sempre presa d’assalto dai turisti. Due uomini si siedono sulla stessa panchina, osservano il mondo che passa intorno a loro, cominciano a chiacchierare. Chi parla è un giornalista dei nostri anni, che avrebbe preteso di più dal suo lavoro e comunque dalla vita. Ma possibile che l’altro sia Collodi? Perché no? Sono tante le cose che possono succedere nella notte di San Lorenzo a Firenze, se si ha voglia di crederci. Soprattutto se si vagabonda fino all’alba, nei luoghi che furono di Collodi e poi di Pinocchio. Fino a scoprire la Firenze che era nella Firenze che è. Oppure l’uomo dietro lo pseudonimo Collodi, Carlo Lorenzini, una creatura fragile e notturna, segnata da innumerevoli delusioni annegate nell’alcol. Eppure capace di regalare sorrisi e sogni, con il suo sguardo ironico e la battuta pronta che da sempre è nello spirito dei fiorentini. Un viaggio in una Firenze insolita, nell’esistenza del grande scrittore e della sua principale creatura, Pinocchio, capace di regalarci ancora oggi, in tempi così complicati, un esempio autentico di vita.
Salvatore Massimo Fazio
Il link alle segnalazioni su SicilyMag: https://bitly.ws/32quB
Lo specchio armeno, Paolo Codazzi, Arkadia. Il pittore e copista Cosimo Armagnati riceve la commissione di riprodurre un ritratto di donna conservato nella Galleria di Palermo, proprio l’effigie che per lui rappresenta la perfezione del sentimento amoroso nella sua unica molteplicità. Inoltre il dipinto si rivela essere il punto di convergenza di diversi destini, anche lontanissimi nel tempo, che portano Cosimo a immergersi in una intricata tela di riferimenti storici, tra storia, stregoneria e inquisizione: intenso, raffinato, dotto, colto, denso, avvincente, emozionante, ben caratterizzato, elegante, ricco di livelli di lettura, suggestioni, riferimenti, modelli, ispirazioni e chiavi d’interpretazione, è da leggere.
Gabriele Ottaviani
Il link alla recensione su Convenzionali: https://bitly.ws/32CBv
Presso la Sala Conferenze di Palazzo Granafei Nervegna, Brindisi, si è tenuta la presentazione del libro di Massimiliano Scudeletti:”La Laguna dei sogni sbagliati”. L’evento è stato organizzato dal collettivo di scrittori toscani e brindisini “I Nottambuli” e il Comitato di Brindisi della Società Dante Alighieri. Con l’autore, i Nottambuli: Stefano Regolo, Stefania Robassa, Francesca Danese e Michele Bombacigno che sono intervenuti focalizzando alcune tematiche importanti presenti nel libro. Massimiliano nasce e vive a Firenze e, dopo avere completato gli studi, si dedica alla realizzazione di documentari e spot televisivi, prima come sceneggiatore, in seguito come regista. Collabora con un’agenzia assicurativa che opera prevalentemente nella comunità cinese. Contemporaneamente, coltiva la sua passione che lo porta a viaggiare nel Sud-Est asiatico. Compiuti i cinquant’anni, decide di dedicarsi completamente alla cultura tradizionale cinese e alla scolarizzazione di adulti immigrati. Comincia a pubblicare romanzi e racconti, alcuni con protagonista sempre Alessandro Onofri che ritroviamo anche nel suo ultimo libro “La Laguna dei sogni sbagliati”. Una storia particolare in cui troviamo esoterismo, paure e strani personaggi, il tutto ambientato in una Venezia negli anni novanta, molto lontana dall’immagine che abbiamo della città. Alessandro, il protagonista, dopo la morte dei suoi genitori, va a vivere con una zia molto eccentrica, amante dell’esoterismo. All’apparenza la sua è un’esistenza normale, ma il trauma subito lo porta a confondere fantasia e realtà. Attraverso Alessandro, l’autore ci porta a riflettere sulla realtà che circondava il ragazzo, con tutte le problematiche che hanno segnato la fine di un secolo. Sicuramente un romanzo fuori dagli schemi che fa riflettere. Anna Consales
Il link alla segnalazione su BrindisiTime: https://bitly.ws/32evj
Paolo Codazzi, Lo specchio armeno, pp. 191, € 16, Arkadia, Cagliari 2023.
L’autore del romanzo è un grande appassionato di storia del passato remoto e sa penetrarlo nei meandri più intimi, adattandoli alla narrativa con grande abilità ed estrema attenzione, attento a non cadere nelle facili trappole della forzatura linguistica. La storia, quella vera, evocata in un libro spalanca una dimensione entusiasmante dove tutto parla, mentre eventuali incongruenze falserebbero nel profondo il senso dell’operazione. Il pittore copista Cosimo Armagnati riceve la commissione di riprodurre un ritratto di donna conservato nella Galleria di Palermo. Cosimo, da sempre suggestionato dall’immagine di una donna bellissima che compare in un quadro da lui particolarmente amato, raggiunge Palermo per eseguire la copia tratta da una tela rinascimentale richiestagli da Ferdinando Vella, il sovrintendente di uno dei musei della città. Chi è Cosimo Armagnati? È un artista noto per la sua abilità nel riportare sulla tela quelle atmosfere e situazioni che appartengono alla tela copiata, una attività che per lui rappresenta una ri-creazione con le stesse antiche tecniche usate dai pittori dell’epoca. Appena sceso dall’aereo, a Cosimo pare di vedere il volto che lo ossessiona da sempre, quel volto che ritroverà nella pinacoteca dove Vella lo conduce e dove lo lascia solo a concentrarsi e permettergli di svolgere il suo compito riproducendo la copia. Per una straordinaria coincidenza, quella tela rappresenta il punto di riferimento di tutti i suoi pensieri amorosi e diventa l’obiettivo di una lunga ricerca. Il quadro si rivela il centro di diversi destini, anche lontanissimi nel tempo, che portano il protagonista a immergersi in un’intricatissima trama di riferimenti storici che hanno a che fare con la pratica della stregoneria, con l’operato della Santa Inquisizione in Sicilia e con il vissuto di alcune figure storiche collegati in modo indissolubile al protagonista e ai personaggi che gravitano intorno a lui. L’immagine raffigurata ad un certo punto abbandona il ritratto proiettandosi in una persona in carne ed ossa, e accompagnando Cosimo in un lungo percorso alla scoperta dei segreti di Palermo. Il romanzo crea forti suggestioni immergendosi in misteri sepolti, affondando in un passato a tratti lontano che però torna a eruttare ai giorni nostri sfidando la contemporaneità, perché le storie dei vari personaggi si fondono in un’unica vicenda intrigante e ricca di fascino. Il protagonista decide di lasciare in fretta Palermo senza aver concluso il ritratto, restituendo la somma in denaro che aveva ricevuto come anticipo. Ma la storia non si chiude qui perché all’aeroporto i suoi bagagli spariscono misteriosamente e al loro posto trova un mazzo di tarocchi siciliani che rivelano nella prima carta come qualcosa ritorni nel tempo… È stato tutto un sogno, l’allucinazione sorta da un desiderio morboso di quel corpo di donna che ha sperato invano di incontrare? La storia che prende vita dalla prosa di Paolo Codazzi presenta una lingua a tratti sostenuta, altrove distesa, con dialoghi di ampio respiro, rivelazioni quasi sussurrate e una notevole forza visiva. Questa scrittura è un punto di forza: composta, pulita, elegante, un rispetto ammirevole per l’uso della parola, un pensiero a volte lungo e ritmico, quasi vibrante nella risacca del tempo in cui Paolo Codazzi ci accompagna. E poi appunto c’è il senso del tempo: un’oscillazione tra oblio e conoscenza, un eterno presente che abbraccia il passato, un tempo che si avvicina dal sapore pericoloso ed esaltante. Il tempo, coglie Cosimo, interpella la sua vita ma soprattutto la storia e il trasformarsi del mondo. Di qui la necessità di rivisitare il passato, cercare motivi e ragioni, fare luce il più possibile. La memoria, appena la si richiama, porta sensazioni ed emozioni intense al personaggio che vive una passione d’amore oltre tutti i confini posti dai secoli. Colpisce questa autorevolezza e capacità nell’inseguire il mistero: al lettore sembra di camminare in punta di piedi dentro la storia, separato da essa da una linea veramente sottile.
Giorgio Bona
Il link alla recensione su Carmilla: https://bitly.ws/3254H
questa settimana a rispondere alle mie domande è Olivia Crosio, autrice del libro “La mentalità della sardina”, pubblicato da “Arkadia Editore”.
Per leggere anche la mia recensione puoi cliccare tranquillamente qui
Intervista
1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “La mentalità della sardina”?
L’idea è nata da due “ceppi”, chiamiamoli così, indipendenti. Il primo è che avevo appena finito di percorrere la Via Francigena (dal Passo del Gran San Bernardo a Roma), il secondo è che ero entrata nella fase della vita in cui si trova la protagonista, Angela, e parlando con le mie amiche mi sono resa conto che il problema affrontato nel romanzo era molto diffuso, direi presente in ogni casa e cucina e soprattutto su ogni divano. E nel frattempo era arrivato il Covid, c’era il lockdown e io sono un’amante dell’aria aperta, così ho messo insieme la Via e il Problema, e ho iniziato a scrivere.
2 – Mi descriveresti il tuo romanzo con tre aggettivi?
Buffo, realista, liberatorio.
3 – Un pregio e un difetto dei due protagonisti: Angela e Severino?
Angela ha il pregio di essere ancora aperta alla vita nonostante non sia più giovanissima, e il difetto di aver lavorato poco su sé stessa negli anni, per cui si conosce poco ed è ancora insicura. Severino ha il pregio, raro negli uomini, di prendere atto del problema e mettersi in discussione, cercando di correggere il difetto iniziale, che è l’accontentarsi di quello che passa l’esistenza senza capire che ci si può mettere un po’ di pepe anche da pensionati
4 – Quali sensazioni hai provato mentre scrivevi il romanzo?
Mentre scrivevo il romanzo mi sono immedesimata, mi sono divertita, e ho avuto un po’ timore di offendere mio marito, che infatti non ho ancora capito se lo ha letto fino in fondo o no. Meglio non chiedere.
5 – Cosa puoi dirci in difesa di Angela circa il suo comportamento nei confronti dei familiari quando la contattano?
Angela ha dedicato alla famiglia tutta la sua vita, e lo ha fatto volentieri, con amore e generosità. Il suo comportamento, il negarsi a loro per qualche giorno, non è una ripicca o una rivendicazione, ma solo il bisogno normale di una donna intelligente di riappropriarsi della propria identità a prescindere dai ruoli di moglie e madre. A questo serve il suo viaggio, e a un certo punto infatti il figlio maschio comincia a capirla. L’affetto rimane, è solo momentaneamente “sospeso”.
6 – Scaletta sì o scaletta no e sapevi già il finale o è arrivato mentre scrivevi?
Niente scalette per me. Le odio, mi annoiano da morire. Ho una vaga idea del finale, che comunque sono sempre disposta a cambiare se mi accorgo di voler arrivare a un’altra “morale della favola”, e ci arrivo scrivendo alla giornata e lasciando fare ai personaggi, senza mai forzarli.
7 – Com’è avvenuto e com’è stato il passaggio da traduttrice a scrittrice?
Ho iniziato a scrivere tanti anni fa, quando il livello qualitativo delle traduzioni ha iniziato a scendere (sta continuando a farlo). Mi sono detta: posso riuscire a mettere insieme una storia un po’ meno banale e scontata di quelle che traduco da qualche tempo? Ho scritto un romanzo per adolescenti che ha avuto un buon successo (“Solo in città”, fuori catalogo ma scaricabile su Amazon). E poi sono andata avanti, scrivendo nei ritagli di tempo. Molta fatica, ma ci tengo a continuare.
8 – Hai qualche passione e hobby che svolgi nel tuo tempo libero?
Nel tempo libero mi piace leggere, altrimenti non potrei scrivere, e stare fuori, camminare. Per qualche anno mi sono dedicata al running e al trail running, ma poi ero troppo vecchietta e piena di acciacchi, e adesso cammino, in montagna o in città. Non tutti sanno che la corsa lenta e la camminata veloce producono neuroni, oltre agli altri benefici, e con l’età è molto importante mantenere allenata la mente oltre al corpo.
9 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?
Non chiedermelo. Non lo so. Curiosa. Non mi viene in mente altro.
10 – Infine una curiosità: qual è stato l’ultimo libro che hai comprato e/o letto?
Ho appena finito “La guerra di H” di Nicoletta Sipos. Ora volevo leggere “La colonna infame”, perché mi sono resa conto che mi manca.
Ogni volta che finisco un libro, scrivo una breve scheda e poi faccio una videorecensione-lampo (un paio di minuti al massimo) sul mio canale YouTube. Se qualcuno è interessato, può dare un’occhiata qui. (61) Olivia Crosio Videorecensioni di Libri – YouTube.
Biografia
Olivia Crosio è nata e vive a Milano. Traduttrice da più di 40 anni, ha al suo attivo titoli come “Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle Stop” e “Il diario di Bridget Jones”, oltre a diversi saggi e qualche classico. Ha scritto 6 romanzi, di cui l’ultimo è “La mentalità della sardina”. Ama stare all’aria aperta e muoversi a piedi, d’estate cammina in montagna e d’inverno, finché ce la fa, pratica un po’ di sci alpinismo.
Ti ringrazio di aver partecipato all’intervista.
Alla prossima!
Gabrio
Il link all’intervista su A Tutto Volume Libri: https://bitly.ws/ZFzM
Venerdì 10 novembre 2023, alle ore 18,00, presso la Sala Conferenze del palazzo Granafei-Nervegna, in via Duomo 20, i Nottambuli (collettivo di scrittori toscani e brindisini) e il Comitato di Brindisi della Società Dante Alighieri presenteranno il libro “La laguna dei sogni sbagliati” (Arkadia, 2022) di Massimiliano Scudeletti. Interverranno i Nottambuli Stefano Regolo, Stefania Robassa, Francesca Danese e Michele Bombacigno.
Massimiliano Scudeletti è nato e vive a Firenze. Già autore di documentari e spot televisivi, prima come sceneggiatore, poi come regista, nel 2018 pubblica il suo primo romanzo, un giallo, con protagonista il videoreporter di guerra Alessandro Onofri, “Little China Girl” (Betti Editrice), giunto secondo al premio “Tramate con noi” di Rai Radio1, vincitore del premio Emotion al “Premio Letterario Città di Cattolica”. Dopo numerosi racconti, alcuni con protagonista sempre Alessandro Onofri, nel 2019 pubblica il suo secondo romanzo, “L’ultimo rais di Favignana. Aiace alla spiaggia” (Bonfirraro).
“La laguna dei sogni sbagliati” è un romanzo dalla trama non semplicissima, ricca di temi “forti”, e tuttavia ben congegnata e di agevole lettura per via di una scrittura tersa, scorrevole, seducente. Il videoreporter di guerra Alessandro Onofri, durante il tragitto verso il più vicino pronto soccorso, nel tentativo di distrarre la collega gravemente ferita da un colpo di mortaio, le racconta la storia della propria preadolescenza vissuta a Venezia, a partire dalla tragedia che lo ha privato di entrambi i genitori, vittime di un incidente mortale. La guerra nella vicina Iugoslavia, la fioritura di sette sataniche e i delitti rituali che travolgono la città e la provincia, il dramma degli operai del vicino petrolchimico di Porto Marghera, il sogno di Alessandro – che a causa del trauma tende a confondere fantasia e realtà – di evocare i fantasmi dei genitori nel terrore di dimenticarli, il bullismo, i primi amori, e una serie di riuscitissimi personaggi, soprattutto femminili (un’anziana zia amante dell’esoterismo, una attraente e malvagia supplente di matematica, la bella amica Maria Luisa) si traducono in un romanzo complesso, ricco di numerose sottotrame che però non disorientano e che alla fine si compongono felicemente, un romanzo che solo con un pizzico di approssimazione può essere etichettato come romanzo di formazione, ché Scudeletti riesce mirabilmente ad andare oltre i generi, nella convinzione più volte manifestata che sia necessario “inquinare” i generi, perché, come sostenuto da Andrea G. Pinketts, “i generi letterari sono i bracci della morte della letteratura”.
Michele Bombacigno
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Venerdì 10 novembre 2023, alle ore 18,00, presso la Sala Conferenze del palazzo Granafei-Nervegna, in via Duomo 20, i Nottambuli (collettivo di scrittori toscani e brindisini) e il Comitato di Brindisi della Società Dante Alighieri presenteranno il libro La laguna dei sogni sbagliati (Arkadia, 2022) di Massimiliano Scudeletti. Interverranno i Nottambuli Stefano Regolo, Stefania Robassa, Francesca Danese e Michele Bombacigno.
Massimiliano Scudeletti è nato e vive a Firenze. Già autore di documentari e spot televisivi, prima come sceneggiatore, poi come regista, nel 2018 pubblica il suo primo romanzo, un giallo, con protagonista il videoreporter di guerra Alessandro Onofri, Little China Girl (Betti Editrice), giunto secondo al premio “Tramate con noi” di Rai Radio1, vincitore del premio Emotion al “Premio Letterario Città di Cattolica”. Dopo numerosi racconti, alcuni con protagonista sempre Alessandro Onofri, nel 2019 pubblica il suo secondo romanzo, L’ultimo rais di Favignana. Aiace alla spiaggia (Bonfirraro).
La laguna dei sogni sbagliati è un romanzo dalla trama non semplicissima, ricca di temi “forti”, e tuttavia ben congegnata e di agevole lettura per via di una scrittura tersa, scorrevole, seducente. Il videoreporter di guerra Alessandro Onofri durante il tragitto verso il più vicino pronto soccorso, nel tentativo di distrarre la collega gravemente ferita da un colpo di mortaio, le racconta la storia della propria preadolescenza vissuta a Venezia, a partire dalla tragedia che lo ha privato di entrambi i genitori, vittime di un incidente mortale. La guerra nella vicina Iugoslavia, la fioritura di sette sataniche e i delitti rituali che travolgono la città e la provincia, il dramma degli operai del vicino petrolchimico di Porto Marghera, il sogno di Alessandro – che a causa del trauma tende a confondere fantasia e realtà – di evocare i fantasmi dei genitori nel terrore di dimenticarli, il bullismo, i primi amori, e una serie di riuscitissimi personaggi, soprattutto femminili (un’anziana zia amante dell’esoterismo, una attraente e malvagia supplente di matematica, la bella amica Maria Luisa) si traducono in un romanzo complesso, ricco di numerose sottotrame che però non disorientano e che alla fine si compongono felicemente, un romanzo che solo con un pizzico di approssimazione può essere etichettato come romanzo di formazione, ché Scudeletti riesce mirabilmente ad andare oltre i generi, nella convinzione più volte manifestata che sia necessario “inquinare” i generi, perché, come sostenuto da Andrea G. Pinketts, “i generi letterari sono i bracci della morte della letteratura”.
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In questa rassegna di novembre vi segnaliamo storie dai luoghi più disparati; vi condurremo in un’Africa futuristica e in un’altra del passato prossimo. Approderemo poi in Corea del Sud, nelle esistenze di personaggi grotteschi e multiformi, non prima di esserci immersi nel labirinto incantato delle Mille e una notte. Faremo un salto nell’altra parte del mondo, a costeggiare la Storia più recente del Brasile, fin su, negli Stati Uniti. Qui seguiremo le vicende di un critico cinematografico eccellente ma poco amato. Andremo in Europa, tra i resti di una guerra dimenticata, ma anche in Italia, tra artisti squattrinati e omicidi da risolvere. Visiteremo infine anche luoghi immateriali, luoghi dell’anima e dell’oltre vita, del lutto e della solitudine.
Buona lettura!
Libri in uscita a novembre 2023: la lista
Triangulum di Masande Ntshanga
È il 2040 quando l’Agenzia spaziale sudafricana riceve un misterioso pacco. All’interno: un libro di memorie e una serie di registrazioni digitali di una mittente sconosciuta. Il contenuto dei messaggi è chiaro: il mondo finirà entro dieci anni. Le memorie iniziano dall’adolescenza della narratrice, alle prese con visioni improvvise di una «macchina» fluttuante e un padre malato mai ripreso dal dolore per la morte della moglie. Quando tre ragazze del posto scompaiono nel giorno del compleanno di sua madre, la narratrice si convince che «la macchina» c’entri qualcosa e che anche sua madre sia stata rapita. Triangulum è il primo libro della nuova collana Pidgin intitolata «Mangrovie», incentrata sulla ricerca di voci potenti e scritture originali del continente africano e di regioni del mondo poco rappresentate nell’editoria italiana.
Traduzione di Stefano Pirone.
In libreria dal 7 novembre per Pidgin.
La distanza di Ivan Vladislavić
Due sono le voci che si alternano in questa storia: quella di Joe, fratello minore, amante di boxe e lettura, e quella di Branko, fratello maggiore, appassionato di ciclismo e cinema. L’infanzia di entrambi si svolge nella Pretoria degli anni Settanta, in cui una famiglia piccoloborghese riesce ad acquistare casa nella periferia residenziale. Tra i nuovi elettrodomestici e le automobili, manca però il televisore, che ancora non è arrivato in Sudafrica. La fonte d’informazione principale, quindi, sono i giornali, oppure la radio. La distanza si prefigura perciò come una cronistoria dell’evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa, dai giornali fino all’arrivo della tv per finire al digitale.
Traduzione di Carmen Concilio.
In libreria dal 10 novembre per Utopia.
Whale di Cheon Myeong-Kwan
Corea del Sud. Una donna vende sua figlia a un apicoltore di passaggio per due vasetti di miele. Una bambina di quindici chili nasce in pieno inverno ma viene chiamata «Ragazza della primavera». Una tempesta distrugge il tetto di un ristorante fatiscente e scoperchia una fortuna nascosta. Un cinema a forma di balena custodisce i sogni di tutta una famiglia. Geumbok, che ha inseguito un brivido indescrivibile sin da quando ha visto per la prima volta una cresta di balena nell’oceano; sua figlia Chunhui, che parla con gli elefanti e con nessun altro; e una donna in grado di controllare le api con un fischio. Whale di Myeong-Kwan è arrivato in finale all’International Booker 2023.
Traduzione di Rosanna De Iudicibus.
In libreria dall’8 novembre per Edizioni e/o.
Piccolo manuale illustrato per cercatori di font a cura di Officina Saggiatore
Times New Roman e Garamond, Calibri e Arial: come e perché si sceglie una font rispetto a un’altra? Come sono state create e qual è la loro storia culturale che si intreccia con i marchi, i loghi, le pubblicità iconiche e gli utilizzi più comuni? Un piccolo manuale, accompagnato dalle illustrazioni di Giacomo Agnello Modica, pieno di aneddoti, curiosità e informazioni per tutti i curiosi.
Illustrazioni di Giacomo Agnello Modica.
In libreria dal 21 novembre per il Saggiatore.
Cuore in esploso di Riccardo Romagnoli
Enrico è un artista di Vercelli trasferitosi nella Firenze degli anni Cinquanta. Qui crea sculture e dipinge come se fosse il giovane Rimbaud di Una stagione all’inferno. La sua è una quotidianità divisa tra i piaceri della creazione originale e una sessualità deflagrante. Enrico ha tutto per essere famoso, ricco e riconosciuto, eppure subisce, come i migliori artisti, un destino di perdita, disperazione, solitudine e oblio. A raccontare le vicende c’è poi un io narrante, che, come un cannocchiale capovolto che allontana allo stremo, si fa interprete della vita di Enrico, e ne è deus ex machina.
In libreria dal 14 novembre per A. Polidoro editore.
Gli ultimi giorni di Brian Evenson
Dopo aver subìto l’amputazione di una mano, Kline, agente sotto copertura, trascorre la quotidianità nel suo appartamento. Solitario e restio a qualsiasi tipo di contatto, un giorno riceve una telefonata. «È la fortuna che bussa» dicono due sconosciuti e gli offrono un’opportunità di lavoro davvero interessante. Ma, nonostante Kline non ne voglia sapere, i due sconosciuti insistono e in realtà non glielo stanno chiedendo, il loro è un ordine. Contro la sua volontà, Kline viene condotto al quartier generale della Confraternita della Mutilazione. Qui deve indagare su un omicidio avvenuto nella Confraternita. Mentre prova a districare la verità in mezzo a un groviglio di menzogne, minacce e inganni, scopre che la sua stessa sopravvivenza dipenderà da un atto di pura volontà ed emancipazione.
Traduzione di Orso Tosco.
In libreria dal 10 novembre per nottetempo.
NapoliTopor di Risulei
Padre e figlio hanno una grande passione: Roland Topor, tra i più importanti e meno conosciuti artisti al mondo, nonché multiforme e sfuggente alle definizioni univoche. Diversi anni più tardi, padre e figlio decidono di andare a Napoli per una vacanza-indagine alla ricerca delle ultime tracce del passaggio di Topor. È qui che conosceranno una Napoli nascosta e che ricorda ancora il passaggio dell’artista dalla risata da iena. Un po’ biografia immaginaria, un po’ omaggio artistico, un po’ diario di viaggio, NapoliTopor è un graphic novel che racconta una storia di legami e di chimere.
In libreria dal 3 novembre per add editore.
Cuori perduti. Storie di fantasmi di M.R. James
Un giovane orfano sta leggendo il Crusoe quando si approssimano alla sua finestra due figure diafane. Sono due ragazzini laceri ed emaciati, con uno squarcio nero e profondo sul petto: «cuori perduti» come lui, vittime di una follia disumana, custodiscono un passato che non si può dire e sono portavoce di un peccato che ritorna solo per rivendicare il suo pegno. A farne le spese sarà lo stesso padrone di casa che così caritatevolmente aveva deciso di ospitare il giovane. Lo ritroveremo senza vita sulla sedia del suo studio, la testa all’indietro, gli occhi di terrore e un urlo strozzato in gola.
Traduzione di Sara Bua e Matilde Piccinini.
In libreria dal 3 novembre per Racconti edizioni.
Brasile e nuvole. Trent’anni e più di incanto e disincanto di Bruno Barba
In questo libro Bruno Barba, docente di Antropologia all’università Genova, racconta il Brasile degli ultimi trent’anni, di un Paese appena uscito dagli anni di Bolsonaro. Da San Paolo a Bahia, passando per Rio, sulle tracce dei personaggi dei libri di Amado, tra candomblé e tradizioni, ma anche tra calcio e Carnevale, per raccontare la faccia più vera, disinvolta e anticonformista del Brasile.
In libreria dal 3 novembre per Milieu edizioni.
Anima. Vita e morte dell’anima da Lascaux al transumanesimo di Michel Onfray
L’anima è ciò che ci rende umani: è quanto sostiene il filosofo materialista Michel Onfray. In questo volume, Onfray intreccia la storia dell’anima all’evoluzione della nostra specie, avvalendosi di materiale storico, filosofico, antropologico, tecnologico. Un percorso che arriva fino al domani: fino a un mondo ridisegnato dall’intelligenza artificiale e dai progetti di impiantare la vita al di là della Terra, progetti che i governi del mondo stanno appaltando a Elon Musk; un passaggio dunque dall’anima immateriale a quella digitale.
Traduzione di Michele Zaffarano.
In libreria dal 3 novembre per Ponte alle Grazie.
Audition di Ryü Murakami
Su insistenza del figlio Shigehiko, Aoyama, quarantaduenne regista e produttore di documentari che ha perso la moglie dopo una grave malattia, decide di risposarsi. Accetta perciò di organizzare, con la collaborazione dell’amico Yoshikawa, una falsa audizione per trovare la compagna ideale. Finisce per innamorarsi della ventiquattrenne ex ballerina Asami, travagliata da un’infanzia infelice, per la quale sviluppa un’ossessione. La sua scelta, apparentemente perfetta, segnerà l’inizio della sua sofferenza. Dal romanzo è stato tratto l’omonimo film cult di Miike Takashi.
In libreria dal 16 novembre per Atmosphere libri.
Requiem di provincia di Davide Longo
Il dirigente di un gruppo industriale è in coma. Uno sconosciuto col passamontagna gli ha sparato in testa sul pianerottolo di casa. Storie come queste non se ne sentono nella tranquilla provincia piemontese. È il 1987, Corso Bramard è commissario di polizia e Vincenzo Arcadipane è il suo braccio destro: un salto indietro nel tempo, all’origine di tutto ciò che ha reso unici e indimenticabili questi personaggi.
In libreria dal 7 novembre per Einaudi.
Bestiario di Marco Simonelli
In Bestiario di Marco Simonelli gli animali giocano a travestirsi fino ad assomigliare agli esseri umani. Una carrellata di ibridi, uno studio sulle dinamiche sociali (e sul loro fallimento) nel rispetto (nel tradimento) dei bestiari medioevali: in versi rigorosi e feroci, con un’attenzione laica e profana alla realtà.
In libreria dal 15 novembre per Industria & Letteratura.
Le mille e una notte di Kader Abdollah
Le mille e una notte: è forse la favola più famosa al mondo, un classico che da secoli unisce Oriente e Occidente. Per Kader Abdollah è «quel libro maestoso che è sempre stato sulla mensola del camino» della casa paterna. Seguendo una tradizione di famiglia, che vuole che ogni anziano riscriva un testo antico da lasciare in eredità ai discendenti, ma con uno sguardo rivolto verso l’Europa, l’autore iraniano narra le sue Mille e una notte, in chiave moderna ma comunque fiabesca. Un labirinto di storie incantate alle quali Abdollah aggiunge brevi note in cui racconta le origini complesse dell’opera e della sua protagonista, le modifiche subìte nei secoli, il ruolo della figura femminile in un mondo patriarcale.
Traduzione di Claudia Cozzi ed Elisabetta Svaluto Moreolo.
In libreria dal 2 novembre per Iperborea.
Cane e contrabbasso di Saša Ilić
Vent’anni dopo la guerra in Jugoslavia, Filip Isaković è un ex veterano di guerra e un contrabbassista jazz ormai incapace di suonare. Sarà condotto all’ospedale psichiatrico di Kovin dove dovrà sottoporsi a un percorso di riabilitazione. Qui vivono persone che lo Stato ha prima mandato in guerra e poi abbandonato. È in questo luogo senza tempo che il destino del contrabbassista s’incrocia con quello dei compagni di cura. L’ospedale si fa perciò metafora di una società che ha deciso di dimenticare le sue guerre e, come è stato con altre grandi opere del Novecento ambientate in sanatori e luoghi di cura, è l’epicentro di una raffinata narrazione letteraria che trasforma il microcosmo sociale dei malati nello specchio del declino e dei mutamenti di un’intera nazione (e non solo). Cane e contrabbasso ha vinto il prestigioso premio Nin.
Traduzione di Estera Miočić.
In libreria dal 3 novembre per Keller.
Formichità di Charlie Kaufman
Dallo sceneggiatore di Essere John Malkovich e Se mi lasci ti cancello. B. Rosenberger Rosenberg non è razzista e non è ebreo. Non che sia importante, certo, ma la gente tende a sbagliarsi e lui ci tiene a specificarlo. Benché sia un critico cinematografico eccellente, non ha la fama che meriterebbe perché con le sue recensioni si è messo contro i teorici del cinema che manipolano l’industria. L’occasione di riscatto arriva quando scopre il capolavoro di uno sconosciuto e ultracentenario regista afroamericano (o era svedese?). Per farlo conoscere al mondo, è disposto a tutto. Ma le cose non vanno come sperato.
Traduzione di Gaspare Bona.
In libreria dal 7 novembre per Einaudi.
Scintille di Francesca Scotti
È Capodanno. Lea, Stefano, Rebecca, Giulia, Flavio e Aya sono riva all’acqua. Hanno tutti tredici anni e non sanno nulla del loro futuro. Il primo giorno dell’anno va avanti lento in mezzo a sfide da adulti e giochi da bambini, in quella terra di mezzo che è la preadolescenza. Ogni protagonista divide con gli altri una scintilla di Elettra, e la più Elettra di tutte è la misteriosa Aya, preziosa e perfetta bambolina che va sempre tenuta per mano e che non parla quasi mai. Tra piccoli e grandi conflitti questo terzo episodio è come la scintilla di una stella filante a Capodanno, un momento prima di spegnersi.
In libreria dal 17 novembre per effequ.
Il grande cacciatore (e altre violenze) di Carlo D’Amicis
Quanto misura la distanza che divide l’umano dal disumano, il tragico dal comico, la generosità dall’egoismo? Secondo le due protagoniste di questo beffardo racconto di Carlo D’Amicis la distanza è minima, come quella che c’è tra i rispettivi appartamenti: un’infermiera vocata al soccorso, apparentemente ingenua, e una ex playmate, apparentemente smaliziata, si contendono il pianerottolo, i ruoli di vittima e carnefice e un fidanzato ossessionato dagli alieni e dalla caccia. Fino a quando tra di loro irrompe la semplicità di un cane, a mostrare la voragine che si è aperta tra la natura e i contorti sistemi usati dagli umani per sentirsi amati e un po’ meno soli.
In libreria dal 17 novembre per TerraRossa edizioni.
Indivisi: storia di una salvezza di Anna Adornato
Le esistenze di due fratelli, Sophia e Simone, corrono simmetriche. Ciò che compie l’una è bilanciato dall’altro, in un gioco a somma zero in cui tutti vincono e tutti perdono. Poi però Sophia muore. E Simone non sa se quella della sorella è una morte casuale o voluta. A lui restano il lutto e il dubbio più straziante. Dinanzi alla decisione del distacco definitivo, compie l’atto estremo di trafugare il cadavere della sorella per assicurarle il commiato più giusto. In una Domenica delle Palme, si apre la possibilità di scegliere tra la salvezza e l’annientamento. Prima che tutto finisca. Prima che tutto ricominci.
In libreria dall’8 novembre per Wojtek.
Fitopolis, la città vivente di Stefano Mancuso
Da specie generalista capace di vivere dovunque, nell’arco di poche generazioni abbiamo subìto una trasformazione e ci siamo ridotti a vivere in una sola e specifica nicchia ecologica: la città. Una rivoluzione paragonabile soltanto alla transizione da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori avvenuta 12.000 anni fa. Questo mutamento, da un punto di vista della reperibilità delle risorse, è di certo vantaggioso. Ma è altresì pericoloso: la specializzazione di una specie è efficace soltanto in un ambiente stabile. In condizioni ambientali mutevoli diventa pericolosa. La vita in città presuppone un flusso continuo ed esponenzialmente crescente di risorse e di energia, che però non sono illimitate. A ciò si aggiunge la crisi climatica che può cambiare l’ambiente delle nostre città in modo netto, oltre che a mettere in pericolo la nostra stessa sopravvivenza. Ecco perché è diventato fondamentale riportare la natura nel nostro habitat. Le città del futuro dovranno trasformarsi in fitopolis.
In libreria dal 14 novembre per Laterza.
La morte a colori di Gianluca Morozzi
Felice Venturi ha un dono che ha ereditato dalla madre: la morte a colori. Se tocca una persona in fin di vita le infonde l’illusione di un lungo, radioso futuro, una dimensione splendida in cui tutti i suoi desideri si realizzano, mentre i pochi minuti di vita che gli restano diventano anni, decenni, come nel tempo dilatato dei sogni. Preferisci tornare nel tuo presente, doloroso ma reale, o vuoi restare qui ancora un po’? È una domanda che Felice di tanto in tanto pone al moribondo di turno. E in tutto questo, Felice cerca di mandare anche la sua di esistenza, divisa fra una sceneggiatura da scrivere, una fidanzata che non sa nulla del suo dono, e un’affascinante sosia di Ornella Muti ossessionata dai cimiteri monumentali.
In libreria dal 3 novembre per Fernandel.
I pizzly di Jérémie Moreau
Questo graphic novel è ideale per chi ama i viaggi e le nuove avventure, per chi ama le sfide e le storie familiari. Dall’autore di Penss e le pieghe del mondo, La saga dei Grimr e La scimmia di Hartlepool, arriva in libreria un nuovo avvincente racconto sul rapporto tra uomo e natura.
Età di lettura: da 8 anni.
In libreria dal 7 novembre per Tunué.
La sindrome di Ræbenson di Giuseppe Quaranta
Antonio Deltito è uno psichiatra, «un uomo alto e sgraziato» che ricorda, al narratore di questa storia, «la figura dell’imprenditore Ambroise Vollard, immortalata nel ritratto colmo di sfaccettature che gli fece Picasso». Anche il disturbo psichico che ha iniziato ad affliggerlo improvvisamente è pieno di enigmi e sfumature. Amnesie, alterazioni visive dei colori e sbalzi d’umore estremi sono solo i primi segnali di un declino inarrestabile che avrà quale conseguenza la frammentazione della sua mente in «pezzi di vetro, scintillanti e amorfi». Durante uno dei tanti ricoveri in ospedale, però, Deltito fa una scoperta incredibile: sostiene di sapere esattamente cosa lo affligge, ovvero la sindrome di Ræbenson, un disturbo che non compare in nessuna classificazione diagnostica, e sulle cui tracce, secondo lo stesso psichiatra, ci sono da tempo degli studiosi, i ræbensonologi. Per questi studiosi è fondamentale che la malattia resti sconosciuta al mondo perché chi ne soffre sarebbe incapace di morire di morte naturale. Arrivato in finale al Calvino 2023 con un titolo diverso (La malinconia dei coralli), La sindrome di Ræbenson è l’esordio narrativo di Giuseppe Quaranta.
In libreria dall’8 novembre per Atlantide.
Il testimone di Juan José Saer
Torna in libreria, con un nuovo titolo, filologicamente più corretto, e una postfazione firmata da Paolo Pecere, Il testimone di Juan José Saer. Questa è la storia di un uomo sopravvissuto, a dispetto dei suoi compagni di viaggio, a una tribù di indios cannibali. Lui, chissà per quale ragione, è stato risparmiato e lasciato in vita per quasi dieci anni, al loro fianco. Ogni anno i membri della tribù ripetono il rito cannibale. Per dieci anni provano a comunicare con il Sopravvissuto, ma per quest’ultimo è difficile comprendere una lingua nella quale «essere» e «sembrare» si dicono allo stesso modo. Finché non lo liberano, e lui rientrato in Europa e ritiratosi in un convento non inizia a raccontare questa storia.
Traduzione di Luisa Pranzetti.
In libreria dal 3 novembre per La Nuova Frontiera.
La meccanica dei corpi di Paolo Zardi
Cosa regola i nostri corpi? Le spinte, le attrazioni e le prevaricazioni esercitate tra questi ultimi? In La meccanica dei corpi, Paolo Zardi racconta queste forze. Una ragazza lavora nella grande città, decisa a smarcarsi dalle origini di provincia. Un uomo che ha tutto ma gli manca comunque qualcosa. Un vecchio prossimo alla morte riceve la visita di fantasmi del passato, e anche fax in bianco e telefonate di nessuno. Una donna assiste alla trasformazione di suo marito in un estraneo. Due amici, durante una cena casalinga, attraversano il tempo.
In libreria dal 15 novembre per Neo edizioni.
Baumgartner di Paul Auster
Tutta l’esistenza di Seymour Baumgartner è stata definita dall’amore provato per la moglie Anna. Ma ora Anna non c’è più e Baumgartner si addentra nei settant’anni tentando in qualche modo di vivere senza di lei. Dopo un romanzo-mondo come 4321, Paul Auster torna in libreria con un libro apparentemente lineare e racconta la vita di un uomo alla fine dei suoi giorni che si interroga sulle cose essenziali.
Traduzione di Cristiana Mennella.
In libreria dal 21 novembre per Einaudi.
Bene e male sottosopra. La rivoluzione delle filosofe di Annarosa Buttarelli
In questo saggio Annarosa Buttarelli esamina e ridefinisce il significato di bene e male, sfidando le convenzioni e togliendo la lettera maiuscola a questi due concetti. Un’indagine, questa, nel nostro presente storico e nei suoi orrori, tra guerre, femminicidi e povertà, che Buttarelli fa avvalendosi delle grandi pensatrici del nostro tempo, da Hannah Arendt a Flannery O’Connor.
In libreria dall’8 novembre per Edizioni Tlon.
Abel di Alessandro Baricco
Protagonista di questo romanzo è Abel, sceriffo della cittadina di un Ovest immaginario. Ama follemente Hallelujah Wood, una donna misteriosa e dalle labbra orientali. Sebbene l’amore sia ricambiato, di tanto in tanto lei parte senza che Abel sappia dove va. A ventisette anni Abel diventa una leggenda, dopo aver messo fine a una rapina con un colpo che gli abitanti chiamano «il Mistico» e che in pochi sono capaci di fare. Dopo otto anni di assenza, Baricco torna in libreria con un western metafisico dalla scrittura geometrica e visionaria.
In libreria dal 7 novembre per Feltrinelli.
Il babbo di Pinocchio di Paolo Ciampi
A Firenze è la notte di San Lorenzo, una notte di festa. Due uomini sono seduti sulla stessa panchina, osservano ciò che sta accadendo intorno a loro, iniziano a chiacchierare. Uno è un giornalista dei nostri anni, che avrebbe preteso di più dal suo lavoro e comunque dalla vita. È l’altro? Possibile che sia Collodi? Perché no? Nella notte di San Lorenzo può accadere di tutto, se si ha voglia di crederci. Soprattutto se si vagabonda fino all’alba, nei luoghi che furono di Collodi e poi di Pinocchio. Fino a scoprire la Firenze che era nella Firenze che è. Oppure l’uomo dietro lo pseudonimo Collodi, Carlo Lorenzini, una creatura fragile e notturna, segnata da innumerevoli delusioni annegate nell’alcol, ma anche capace di dispensare sorrisi e sogni. In Il babbo di Pinocchio, Ciampi racconta vizi e virtù di un grande personaggio storico e letterario.
In libreria dal 24 novembre per Arkadia.
Lei che mi ha liberata di Maya Angelou
Maya Angelou, tra le più importanti autrici afroamericane e venuta a mancare nel 2014, arriva finalmente nelle librerie italiane con Lei che mi ha liberata, un romanzo autobiografico, in cui viene narrata la vita dell’autrice attraverso il rapporto con la madre. Sullo sfondo, gli Stati Uniti del Ku klux klan, del proibizionismo e delle lotte per i diritti civili degli afroamericani.
Traduzione di Beatrice Gnassi.
In libreria dal 15 novembre per Le plurali.
Il link alla segnalazione su Rivista Blam: https://bitly.ws/Z6hv