“Il tema di Ethna” su Exlibris 20
Il tema di Ethna
Il tema di Ethna è l’ultimo romanzo di Anna Bertini, alla sua seconda pubblicazione con Arkadia Editore, casa editrice sarda che, con la sua collana Eclypse, porta in libreria romanzi di alta qualità letteraria nei quali le emozioni e i vissuti risaltano dietro trame originali e stili identitari dei suoi autori. Bertini in questo libro ha saputo fondere nella sua prosa e nella sua narrazione le ampie conoscenze acquisite in campo linguistico e musicale, ma non solo, le vissute esperienze umane e professionali all’estero traspaiono nell’articolazione della trama, in cui non vi è una sola verità ma un percorso sincero, atto alla ricerca di sé stessi, perché solo nel vivere la vita appieno si possono scoprire le carte che a mano a mano la stessa offre. Il romanzo, sviluppato in due parti e costruito su diverse linee temporali, ambientato tra l’Irlanda e l’Italia, narra la vita di Ethna e delle persone che nel corso della sua esistenza hanno influenzato il suo modo di essere, la sua affettività e la sua vita professionale Nel 2004, durante un viaggio in treno, attraverso il finestrino, Ethna è come folgorata da uno scorcio incastonato nel verde brillante della vegetazione Toscana; è il Castello Sonnino, un luogo che appartiene al suo passato e che, ora, con spietata prepotenza, reclama la sua attenzione. La protagonista, rispondendo alla forte chiamata, scende dal treno per andare incontro a un capitolo della sua vita mai chiuso, uno spaccato denso del suo passato che ha un nome preciso: Lorenzo Possenti, avvocato brillante della zona, amore passionale interrotto.
«Però, poi, quel treno decise di passare da Sonnino. Perché le cose, sì tornano; tornano dal passato e sconvolgono il presente per fortuna.» pag. 116
Estate del 1997, Ethna attraversava un periodo complicato, il suo matrimonio stava naufragando, la sua arte di creare composizioni musicali jazz si era prosciugata come una vena in cui tutto l’oro era stato predato.
«Qualche nota si smosse, nella mia mente. La sequenza in tenuto e piano, frusciante con gli archetti appena appoggiati alle corde, accarezzò il pensiero…» pag. 34
Lorenzo Possenti e le persone di Castello Sonnino erano state l’innesco per liberarla dal suo modo di pensare rigido e spesso giudicante, ma quel momento, fatto di nuotate in mare sotto la luna, gite e discorsi importanti atti a comprendere il proprio essere, veniva violentemente spazzato da uno scandalo in cui era coinvolto Lorenzo. Ethna, sconvolta ma ferma, decideva quindi di lasciare quel luogo e di non farvi più ritorno. Lora, la madre di origine irlandese di Ethna, è preoccupata per lei, la morte del padre Enzo, figura positiva, centrale e determinante per la figlia, ha creato un grandissimo vuoto per entrambe, ma soprattutto ha lasciato irrisolta la composizione di un grande mosaico incomprensibile e incompiuto: Enzo non è il padre biologico di Ethna, Jeffrey O’Brien è il vero padre che, non sapendo della gravidanza di Lora, abbondona quest’ultima, ma Enzo e Jeffrey in tutti quegli anni avranno modo di incontrarsi e di “aiutarsi”. Nel 1968, Enzo, grazie al lavoro ottenuto presso l’International School of Florence trasferì la sua famiglia dall’Irlanda a Firenze; Ethna si formò in questa scuola, Lora svolse un lavoro di segretariato presso la stessa e negli anni la famiglia conobbe il rettore e amico Horace Gibson, persona di vastissima cultura e grande umanità che, segnò positivamente, la vita di tutti loro. Ethna, professoressa di musica, compositrice jazz e violoncellista, in quei fatidici sette anni, tra il 1997 e 2004, affronterà zone scure del suo passato, cambiamenti di vita e relazioni ma, soprattutto, comprenderà meglio sé stessa per poter finalmente perdonare e amare.
«Per amare ci vuole solo l’amore, nient’altro, è semplice» pag. 105
La composizione jazz di maggior successo della protagonista è Ethna’s song, Il tema di Ethna, the theme; come la vita è la somma dei giorni vissuti, una composizione è un costruirsi di note su un pentagramma; la base ricorrente della tecnica del jazz è la pulsazione dei giorni che trascorrono, ma sono le virate di improvvisazione swing che, come gli accadimenti della vita, danno valore al tempo e alle scelte prese. Il romanzo scritto da Bertini è un libro dalla trama fitta, ma sempre chiara, in cui i temi famigliari sono approfonditi con il rispetto di ogni punto di vista delle persone coinvolte; ogni personaggio, a suo modo, da un contributo a Ethna sul significato di un legame così inscindibile. L’io narrante della protagonista si mescola a quella coralità discreta dei personaggi di questa storia che colorano e danno profondità alle emotività. In particolare la figura di Horace, realmente esistito – come specifica l’autrice nelle note – da vigore e ritmo; un prezioso tributo che Bertini ci dona per conoscere una persona così eclettica. Gli innesti in lingua inglese nella prosa identificano i personaggi, caratterizzando un linguaggio intimo che ogni famiglia migrante possiede. Qualche dettaglio di contestualizzazione, come i titoli delle canzoni o i piccoli e grandi fatti storici, aiutano a calare il lettore nella temporalità degli eventi distribuiti nei sette anni. Nel romanzo si possono cogliere anche riferimenti artistici, l’autrice cita la corrente dei Macchiaioli e ovviamente la musica che, come un personaggio, ricopre un ruolo determinante nella narrazione.
«Amo la “macchia”, mi fa pensare al jazz: devi conoscere molto bene la tradizione e le sue regole, per decostruire e improvvisare» pag. 17
Per l’autrice la bellezza, non solo in canoni artistici ma nella vita, è armonia ed è armonico vedere il crescere interiore di Ethna che, grazie e attraverso le sue stonature disarmoniche, compone, infine, il suo tema completo di amore.
Caterina Incerti
La recensione su Exlibris 20