“I giorni pari” su Senzaudio
I giorni pari – Maria Caterina Prezioso
Mi si potrebbe far notare che non è molto elegante scrivere una recensione per un libro pubblicato dalla casa editrice per cui ho pubblicato un libro pure io, tanto più che qui stiamo parlando anche della stessa collana, proprio la stessa: sideKar.
Ma io dico che ogni tanto è piacevole anche fare qualche eccezione all’eleganza e questa è una di quelle eccezioni.
Faccio una premessa senza la pretesta di dire una grande verità fino a ora nascosta e rivelata da me ai più. C’è, nell’editoria, la capacità di inseguire e accodarsi alle tendenze. Ci sono quei libri che, per un motivo o per l’altro, hanno venduto e che poi a un certo punto si trovano a dover fronteggiare la concorrenza di innumerevoli cloni. Se per esempio, all’improvviso, una saga familiare ha venduto parecchio, dopo poco vedremo spuntare saghe familiari, più o meno belle che andranno a saturare una nicchia.
Anche con i racconti ambientati nella Seconda Guerra Mondiale da un po’ di tempo a questa parte abbiamo assistito a un fenomeno simile, ma per quanto queste nicchie, tutte, tendando prima o dopo a saturarsi e a produrre copie sbiadite, ogni tanto capita la fortuna di leggere qualcosa che si distingue dalla massa.
Nel caso specifico mi riferisco al romanzo “I giorni pari” di Maria Caterina Prezioso. Come si sarà capito il romanzo prende vita all’alba della Seconda Guerra Mondiale ma ha la capacità, a un certo punto, di lasciarsela alle spalle per andare oltre. Si parte dal 1940 e si arriva fino al 1955 ma ci sono tracce, seminate un po’ per farci fare ulteriore strada, che portano con lo sguardo anche più avanti. Il romanzo ruota attorno a due figure femminili capaci di fare da catalizzatore. Dapprima incontriamo Sara, una ragazza ebrea che a poco a poco vede sgretolarsi il terreno sul quale appoggia i suoi piedi, ed costretta a rifugiarsi nel piccolo borgo di Sperlonga per avere la speranza di sfuggire dalla repressione fascista. La seconda protagonista è Silvana, una ragazza che vive nella povertà, in un ambiente familiare tutt’altro che sereno e che abitando a Roma viene ricoverata al sanatorio Forlanini a causa della tubercolosi, una malattia che in quel momento sta falcidiando uomini e donne di tutte le età e che difficilmente lascia scampo. Grazie a queste due protagoniste, dotate di una purezza d’animo quasi disarmante, non solo conosceremo la storia ma anche l’impatto che questa ha avuto nella vita delle persona che Maria Caterina Prezioso ci presenta.
Questo è un romanzo che ci mostra come attaccarci alla vita, come fare il meglio che possiamo con il tempo che ci è stato concesso nonostante, al di fuori, infuri la burrasca. E qui arrivo al motivo per cui mi è piaciuto leggere questo romanzo. Fin dalla prima pagina ho sentito che dietro alla costruzione narrativa, dietro ai periodi più o meno lunghi, dietro ai dialoghi, al racconto dei fatti storici, allo spauracchio del Nazismo e del Fascismo, dietro a tutto questo c’erano, prima di tutto, persone. Maria Caterina Prezioso è riuscita a farmici affezionare e non è una cosa semplice. Ho visto come l’impatto della storia si è scagliato contro queste persone, ho visto come da dentro non sia così semplice cogliere i segnali della distruzione e mi è sembrato che questo romanzo fosse terribilmente attuale. “I giorni pari” è un romanzo genuino, cosa che per quel che mi riguarda, è un gran bel complimento. La scrittura si dipana sincera pagina dopo pagina al punto che pare di essere seduti ad ascoltare il racconto di un vecchio zio che ha vissuto sulla sua pelle quegli eventi storici.
E’ una bella storia che vi invito a leggere perché ogni tanto è bello vedere l’empatia che prende il sopravvento su tutto il resto.
Nata a Roma nel 1961 ha pubblicato una raccolta poetica intitolata Nelle rughe del muro (Ibiskos, 1991). Per il teatro ha scritto La risposta di Leonardo (con Giuliana Majocchi, Il Segnale, 1996), messa in scena per la regia di Sergio de Sandro Salvati dalla Compagnia della Medusa (Teatro Oda di Foggia e Teatro Verga di Milano, premio migliore spettacolo) e La stanza. La festa dei Tuareg (Titivillus, 2004). Ha poi pubblicato i romanzi Il gioco n. 33 (Il Ventaglio, 1993), Il colpo (Pequod edizioni, 2008), Cronache binarie (Enzo Delfino Editore, 2011), Blu cavolfiore (Golena, 2013), La ballata dei giorni della pioggia (Kogoi Edizioni, 2016). Nel 2018 esce, coautrice Giuliana Majocchi, Pina & Max (Edizioni Leucotea, 2018). Alcuni suoi racconti e novelle sono stati pubblicati in diverse riviste di letteratura (“Storie”, “Omero”, “In-Edito”, “TutteStorie”, “EllinSelae”). Collabora con la rivista “Satisfiction”. Per Arkadia Editore ha pubblicato I giorni pari (2024).
Gianluigi Bodi
La recensione su Senzaudio