“Gli ingranaggi dei ricordi” su Il punto sui libri
Gli ingranaggi dei ricordi, di Marisa Salabelle
RECENSIONE
Questa storia è un affresco storico sulla seconda guerra mondiale. Nonostante il dolore di quel periodo il racconto è pervaso da una sorprendente vitalità. La narrazione si sviluppa su due linee temporali distinte: Cagliari, nel 1943, e Bologna, nel 2015. Il motivo di questi salti temporali è chiaro sin da subito: tra passato e presente c’è un legame che viene scoperto pagina dopo pagina. Da subito l’autrice ci conduce nella vita quotidiana di Generosa, una donna alle prese con la guerra, la maternità e le difficoltà della vita. Nel 2015, invece, seguiamo Kevin, un giovane studente universitario, che per terminare la sua tesi, si ritrova a scovare nel passato della sua famiglia. Il contrasto che emerge tra le due epoche è molto chiaro: Generosa, in attesa del suo quinto figlio, vive un periodo di privazioni, bombardamenti e preoccupazioni. Mentre Kevin vive nel comfort della modernità che gli consentono di velocizzare le sue ricerche. Tuttavia, anche se il contesto è differente, il filo conduttore che lega queste due epoche è la ricerca di risposte. Kevin cerca di trovarle ricostruendo la storia di Silvio, un prozio partigiano, rivelando quanto il passato possa influenzare il presente. Attraverso questi salti temporali sono riuscita a scoprire gradualmente i pensieri di Generosa, le preoccupazioni e la mole di lavoro delle donne. Poi mi sono ritrovata in un’epoca dove i problemi sono diversi ma le domande sulle proprie radici restano. Questa storia con straordinaria intensità e attenzione, trasmette il peso della memoria, intrecciando ricordi individuali e collettivi. Man mano, ricostruisce non solo i fatti, ma anche le atmosfere e gli stati d’animo di queste voci, portando alla luce legami familiari indeboliti e famiglie divise. A ricucire questi rapporti sono sempre i sopravvissuti, come zia Demy, che con la sua presenza diventa il punto di riferimento per chi resta. Nel 2016, Carla torna in Sardegna dopo anni di lontananza per aiutare Donata e prendersi cura della zia. L’incontro diventa un confronto con le proprie radici grazie ai racconto di zia Demy. Attraverso la sua voce scopriamo la sua vita: insieme ai suoi fratelli, costretti a sfollare, ha camminato per giorni, sopravvivendo in una Sardegna isolata e inospitale. In questi ricordi emerge la guerra: le valige di cartone, la paura dei bombardamenti e il distacco dalla famiglia. Una lotta continua per andare avanti e cercare di restare in vita, per poi ritrovarsi nel presente con familiari che, dopo di loro si fanno custodi della memoria. Questa parte della storia, raccontata in prima persona, è stata emotivamente coinvolgente. Zia Demy, con i suoi vuoti di memoria e i suoi flussi di ricordi, è riuscita a immergermi nelle sue riflessioni e memorie. Gli ingranaggi dei ricordi, non è solo una storia di guerra, ma è un romanzo di rapporti umani e su un passato che ritorna in un presente in cerca di risposte. Concludendo, posso dire di aver letto una storia avvincente, un viaggio attraverso la memoria, le vecchie fotografie e i racconti che portano in vita il passato, affinché nulla venga dimenticato.
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